Il prezzo dei certificati CBAM torna al centro dell’attenzione. Dopo i 75,36 euro per certificato del primo trimestre 2026 e i 75,28 euro del secondo trimestre, il prossimo aggiornamento è atteso il5 ottobre, quando la Commissione Europea pubblicherà il prezzo relativo al terzo trimestre.

Per le imprese che importano acciaio, alluminio e altri prodotti soggetti al CBAM, però, il prezzo del certificato è solo una parte del problema. Per stimare il costo effettivo è necessario sapere quante emissioni sono incorporate nelle merci importate, raccogliere i dati dai fornitori extra-UE e gestire correttamente le informazioni richieste dal sistema CBAM.

Quindi, quanto ti costa davvero il CBAM?

Un’azienda che importa prodotti soggetti al CBAM deve poter rispondere a domande molto concrete:

  • Qual è il costo CBAM per tonnellata di prodotto?
  • Qual è il costo annuo previsto sulla base dei volumi importati?
  • Quanto incide il CBAM sul valore della merce?
  • Quali fornitori e prodotti generano il maggiore impatto?
  • Quanto cambia il costo utilizzando dati emissivi effettivi invece dei valori di default?
  • Quale potrebbe essere l’impatto di un diverso fornitore o Paese di approvvigionamento?

Vediamo quali informazioni servono, come trasformarle in una stima del costo CBAM e come il servizio CBAM Support di Studio Alpi Melissa può aiutare le aziende a gestire questo processo.

Non aspettare che il CBAM diventi un problema operativo. Gestiscilo con metodo, dati corretti e scelte consapevoli.

Quanto può incidere il CBAM sulle importazioni?

Per capire quanto possa incidere concretamente il CBAM sui costi di un’impresa, è utile partire da un caso reale analizzato attraverso una simulazione.

L’analisi ha riguardato un’azienda che importa prodotti nei settori acciaio e alluminio, con:

  • 30 codici TARIC analizzati
  • 10 Paesi di produzione
  • importazioni relative al primo e al secondo trimestre 2026
  • 31 milioni di euro di valore complessivo delle merci importate
  • 13.000 tonnellate di massa netta
  • 650 prospetti di sintesi analizzati

Su questi dati sono state effettuate due simulazioni, utilizzando prima i valori di default previsti dalla normativa e poi valori reali comunicati dai fornitori, ma non ancora verificati.

Simulazione con valori di default

Utilizzando i valori di default applicabili al calcolo delle emissioni CBAM, la simulazione porta a:

67.000 tCO₂ di emissioni incorporate → circa 5 milioni di euro di costo CBAM → incidenza del 17% sulle importazioni

I valori di default consentono di determinare le emissioni incorporate anche quando l’importatore non dispone di dati effettivi validati secondo i requisiti previsti dalla normativa. Il loro utilizzo comporta però una maggiorazione crescente nel tempo: +10% nel 2026, +20% nel 2027 e +30% dal 2028. Questo per disincentivare l’uso di dati stimati e spingere gli importatori a raccogliere dati reali ed efficienti dai fornitori extra-UE. Per il 2026, i valori di default applicabili sono stati inoltre aggiornati dalla normativa europea, tra cui il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1740.

Simulazione con valori reali comunicati dai fornitori

La seconda simulazione ha invece utilizzato valori di emissione effettivi comunicati dai fornitori extra-UE, non ancora verificati ai fini CBAM.

Il risultato cambia in modo significativo:

23.000 tCO₂ di emissioni incorporate → circa 1,8 milioni di euro di costo CBAM → incidenza del 6% sulle importazioni

La differenza tra le due simulazioni mostra quanto sia importante disporre di dati sulle emissioniaccurati, completi e verificabili. A parità di importazioni, infatti, il metodo e i dati utilizzati per determinare le emissioni incorporate possono incidere in modo rilevante sulla stima del costo CBAM.

Il prezzo del certificato, quindi, non basta per capire quale sarà l’effettivo impatto del meccanismo sull’azienda. Nel regime definitivo, gli importatori devono dichiarare le emissioni incorporate nelle merci importate e restituire il numero corrispondente di certificati.

CBAM: quali dati servono per calcolare il costo?

Il calcolo del costo CBAM parte dai dati delle importazioni e arriva fino alle emissioni incorporate nei prodotti. Per ottenere una stima attendibile è quindi necessario mettere in relazione informazioni di natura doganale, commerciale e ambientale.

Tra i principali dati da considerare rientrano:

  • dati delle importazioni
  • codici doganali delle merci
  • quantità e massa netta importata
  • prodotto e relativa classificazione
  • fornitore
  • origine non preferenziale
  • Paese in cui si trova l’impianto produttivo
  • dati sulle emissioni incorporate
  • valori effettivi comunicati dal produttore extra-UE
  • valori di default applicabili secondo la normativa CBAM

La Commissione Europea prevede infatti che le emissioni incorporate possano essere determinate utilizzando valori effettivi oppure, nei casi previsti, valori di default. Quando si utilizzano dati effettivi, questi devono essere validati e certificati da un verificatore terzo indipendente e accreditato.

Una delle principali difficoltà operative è proprio ottenere dai fornitori extra-UE dati completi e utilizzabili ai fini CBAM. La gestione richiede quindi anche la raccolta e il controllo delle informazioni provenienti dalla filiera.

Dal dato doganale al calcolo CBAM: cosa deve fare l’impresa

Per arrivare a una stima concreta dell’impatto economico del CBAM, l’impresa deve trasformare i dati delle proprie importazioni in una base informativa strutturata. Il processo può essere sintetizzato in alcune attività fondamentali.

Recuperare e organizzare i dati delle importazioni

Il primo passaggio consiste nel ricostruire in modo completo le importazioni di merci CBAM.

I Prospetti di Sintesi e i dati delle dichiarazioni doganali permettono di individuare le operazioni interessate, i codici doganali, le quantità importate e gli altri elementi necessari per procedere con l’analisi.

Il servizio CBAM SUPPORT ottimizza questi passaggi offrendo la possibilità di recuperare i prospetti di sintesi di importazione interessati CBAM (bolle doganali) attraverso il Cassetto Doganale e strumenti che consentono di rendere più semplice la lettura e l’elaborazione dei dati.

Verificare i dati forniti dai produttori extra-UE

Il secondo passaggio riguarda le informazioni ricevute dai fornitori.

In attesa di ricevere i dati effettivi validati dai propri fornitori extra-UE, è importante attivare sin da subito una doppia verifica. Da una parte, verificare i valori reali comunicati attraverso i template CBAM ma non ancora validati per analizzarne la completezza, coerenza e utilizzabilità ai fini del calcolo delle emissioni. Dall’altra parte, accertarsi che i propri fornitori si stiano già attivando per avviare la fase di verifica dei dati così come richiesto dal Regolamento CBAM.

Per gli importatori, questo significa mantenere un collegamento tra il singolo prodotto, il fornitore, l’impianto produttivo e i relativi dati sulle emissioni.

Calcolare le emissioni

Una volta organizzati i dati, è possibile procedere al calcolo delle emissioni incorporate.

Dove sono disponibili dati effettivi verificati, questi possono essere utilizzati per la dichiarazione CBAM. In alternativa, è possibile utilizzare i valori di default previsti dalla normativa.

Stimare il costo e l’incidenza del CBAM

Il dato sulle emissioni permette di stimare l’esposizione economica dell’impresa.

L’analisi può essere effettuata a diversi livelli:

  • per singola importazione
  • per prodotto o codice doganale
  • per fornitore
  • per Paese di produzione
  • sul totale delle importazioni

Questo tipo di analisi permette non solo di stimare il costo complessivo, ma anche di capire quali prodotti o fornitori incidono maggiormente sull’esposizione CBAM.

Simulare nuovi prodotti e nuovi Paesi

L’analisi può essere utilizzata anche per simulare l’impatto CBAM di nuovi prodotti, codici doganali, fornitori o Paesi di approvvigionamento, utilizzando i valori di default. In questo modo l’azienda può stimare preventivamente il possibile impatto economico prima di modificare le proprie scelte di approvvigionamento.

CBAM Support: cosa comprende il servizio

Gestire il CBAM significa coordinare dati doganali, informazioni sui prodotti, dati dei fornitori e calcoli sulle emissioni. CBAM Support nasce per seguire queste attività in modo strutturato, dalla verifica iniziale fino alla predisposizione della dichiarazione annuale.

Il servizio dello Studio Alpi Melissa comprende:

Attività Cosa comprende
Analisi di applicabilità Verifica dei prodotti e dei codici doganali soggetti al CBAM.
Recupero dati doganali Raccolta e organizzazione dei dati delle importazioni e dei Prospetti di Sintesi.
Gestione dati CBAM Organizzazione di prodotti, quantità, fornitori, impianti e Paesi di produzione.
Verifica dati fornitori Controllo di completezza e coerenza delle informazioni ricevute.
Calcolo emissioni Determinazione delle emissioni sulla base dei dati disponibili e dei valori di default.
Simulazioni Confronto tra dati effettivi e valori di default e simulazione di scenari.
Analisi economica Stima dell’impatto CBAM per importazione, prodotto, codice o fornitore.
Certificati CBAM Supporto nella pianificazione del fabbisogno e nel monitoraggio del CBAM Account.
Dichiarazione annuale Predisposizione della dichiarazione e supporto alla trasmissione.
Nuovi prodotti e Paesi Simulazione preventiva dell’impatto CBAM.
Supporto continuativo Affiancamento e aggiornamento rispetto alle evoluzioni normative.

In questo percorso, la qualità dei dati dei fornitori assume un ruolo centrale. La Commissione prevede infatti la possibilità di utilizzare valori effettivi, ma in questo caso il produttore del Paese terzo deve fornireil Verification Report (Dichiarazione di Verifica) emesso da un verificatore formalmente accreditato. 

Hai già calcolato quanto ti costerà il CBAM?
Affidati a CBAM Support per analizzare dati, emissioni e impatto economico delle tue importazioni.

Domande frequenti sugli adempimenti CBAM

Nel 2026 il prezzo dei certificati CBAM viene determinato su base trimestrale. Il prezzo è stato fissato a 75,36 euro per il primo trimestre e 75,28 euro per il secondo trimestre. Il prezzo relativo al terzo trimestre sarà pubblicato il 5 ottobre 2026. Dal 2027 il prezzo sarà invece determinato su base settimanale.

Il costo del CBAM dipende dalle emissioni incorporate nelle merci importate e dal prezzo dei certificati CBAM applicabile. Per stimare l’impatto economico è quindi necessario analizzare i dati delle importazioni, le quantità di merce, i prodotti e i codici doganali, il Paese di origine della merce, l’impianto di produzione e i dati sulle emissioni. Nella formula ufficiale di calcolo pubblicata dalla Commissione Europea, il costo CBAM può essere determinato utilizzando o i valori di default o i valori effettivi, solo se validati da un verificatore accreditato.

Per il calcolo sono necessari i dati relativi alle merci importate, tra cui prodotto, codice doganale, quantità, Paese e impianto di produzione, oltre alle informazioni sulle emissioni incorporate. Quando disponibili, possono essere utilizzati i valori effettivi comunicati dal produttore extra-UE, solo se sono validati da un verificatore.

Quando l’importatore utilizza i valori effettivi sulle emissioni, le informazioni devono essere fornite dal produttore del Paese terzo secondo i requisiti previsti dalla normativa CBAM, ovvero devono essere accompagnati da un Verification Report, che attesta l’avvenuta validazione degli stessi da parte di un ente verificatore formalmente accreditato. La raccolta e la verifica di questi dati sono quindi una parte importante della gestione dell’adempimento, da attivare sin da subito.

Sì. È possibile simulare l’impatto CBAM di nuovi prodotti, codici doganali, fornitori o Paesi di approvvigionamento utilizzando i valori di default. L’analisi permette di valutare preventivamente il possibile impatto economico del CBAM prima di modificare le proprie scelte di approvvigionamento.