La Plastic Tax è un’imposta sul consumo di manufatti in plastica con singolo impiego (i cosiddetti MACSI). Il valore fisso dell’imposta è di 0,45 euro per ogni chilogrammo di materia plastica venduto o acquistato, e si applica alla produzione, all’importazione definitiva nel territorio nazionale o all’introduzione nello stesso territorio da parte di altri Paesi UE.

L’attenzione verso la sostenibilità ambientale è diventata un pilastro fondamentale per le aziende che operano su scala internazionale. In un contesto in cui i Governi stanno sempre più intervenendo nella regolamentazione dei commerci globali, spinti da valori etici come la tutela ambientale e la lotta ai cambiamenti climatici, le catene di approvvigionamento si trovano ad adattarsi a nuove normative e a nuovi dazi. L’Unione Europea, in particolare, si è distinta negli ultimi anni per l’adozione di misure mirate a prevenire attività dannose per l’ambiente e la salute umana.

In questo contesto, nel dicembre 2019, la Commissione Europea ha lanciato l’European Green Deal, un ambizioso piano volto a garantire una transizione ecologica verso un’economia a emissioni zero entro il 2050.

Nel quadro di questo accordo, si inseriscono norme del pacchetto “Fit for 55”, come il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) e l’Emission Trading Scheme (ETS), oltre alla recente introduzione della Plastic Tax.

In risposta a quest’ultima, l’Italia ha istituito l’“imposta sul consumo di MACSI”, nota come Plastic Tax italiana, una tassa sulle materie plastiche a singolo impiego, inclusa nella Legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 634-658). Questa imposta, originariamente prevista per entrare in vigore nel luglio del 2021, è stata soggetta a ben sette rinvii, l’ultimo dei quali la posticipa al luglio del 2026 per emendamento del governo al Decreto legge Superbonus.

Quali sono i MACSI?

Rientrano tra i MACSI contemplati dalla Plastc Tax:

  • prodotti monouso che hanno funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari, come contenitori in tetrapak, bottiglie, buste, vaschette in polietilene, pluriball, polistirolo, tubetti, pellicole e film estensibili.
  • prodotti e semilavorati (incluse le preforme) utilizzati nella produzione di MACSI, composti anche solo parzialmente da materie plastiche.
  • prodotti non ideati, progettati o immessi sul mercato per effettuare più trasferimenti o essere riutilizzati per il medesimo utilizzo.
  • dispositivi che consentono la chiusura, la commercializzazione o la presentazione dei MACSI o dei manufatti costituiti interamente da materiali diversi dalle stesse materie plastiche.

MACSI di processo

Con MACSI di processo si intendono i manufatti con singolo impiego che vengono utilizzati in un impianto di produzione per la fabbricazione di ulteriori MACSI. I MACSI di processo possono provenire da altri stabilimenti di produzione, sia all’interno di altri Paesi dell’Unione Europea che da Paesi Terzi, e su di essi è già stata versata l’imposta da altri soggetti.

In questo caso la Plastic Tax viene applicata al fabbricante solo relativamente ai quantitativi di plastica vergine aggiunti al MACSI di processo per produrre il MACSI finale.

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Chi paga la Plastic Tax

La norma prevede come soggetti passivi dell’imposta:

  • il fabbricante, per quanto riguarda i MACSI prodotti nel territorio nazionale
  • il committente, residente o meno in Italia, che vuole vendere ad altri soggetti nazionali dei MACSI realizzati per suo conto in un impianto di produzione
  • l’acquirente, in qualità di soggetto che acquista MACSI provenienti da altri Paesi dell’Unione europea nell’esercizio dell’attività economica, o di cedente se i MACSI sono acquistati da un consumatore privato
  • l’importatore, per i MACSI provenienti da Paesi extra Ue.

Quando non si paga la Plastic Tax

Sono escluse dal pagamento della Plastic Tax le plastiche biodegradabili e compostabili secondo la UNI EN 13432 e la materia plastica proveniente da processi di riciclo, anche per quota parte.

Non sono inoltre soggetti all’imposta:

  • tutti i dispositivi medici e gli imballaggi farmaceutici
  • taniche, secchi o altri contenitori ad uso duraturo
  • i MACSI che vengono esportati verso Paesi UE o extra UE.

La norma prevede la possibilità di rimborso per imposta indebitamente pagata. Il rimborso dovrà essere richiesto entro 2 anni dalla data del pagamento dell’imposta.

Modalità operative

Le modalità attuative della Plastic Tax sono deliberate con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Una volta pubblicate le disposizioni definitive sarà possibile conoscere in dettaglio:

  • i codici della nomenclatura combinata identificativi dei MACSI per le tariffe doganali UE
  • le indicazioni relative alle dichiarazioni trimestrali, in cui i soggetti passivi di imposta dovranno fornire tutti i dati per il calcolo dell’imponibile, comprese eventuali esclusioni o esenzioni
  • le istruzioni per procedere al versamento dell’imposta
  • le regole per la contabilizzazione dell’imposta
  • i dati aggiuntivi ai fini dell’imposta da indicare nelle fatture di cessione e di acquisto dei MACSI
  • Le modalità per il calcolo del peso dei MACSI (e per l’applicazione dell’imposta) relative agli imballaggi in plastica monouso pieni
  • Le regole per la trasmissione telematica della contabilità relativa all’imposta
  • Le regole per eventuale rimborso dell’imposta
  • Le regole per la certificazione e il tracciamento del quantitativo di plastica riciclata contenuta nei MACSI e la compostabilità degli stessi
  • Le istruzioni relative ai controlli eseguiti dalle autorità competenti e all’eventuale notifica di cartelle di pagamento.

Plastic Tax Italia: le sanzioni

Le violazioni relative all’imposta sono soggette a sanzioni amministrative, a seconda della tipologia di infrazione:

  • per il mancato pagamento dell’imposta è prevista una sanzione amministrativa pari al doppio o al quintuplo dell’importo evaso, comunque non inferiore a 250 euro.
  • per il pagamento tardivo dell’imposta è prevista una sanzione amministrativa corrispondente al 25% dell’importo dell’imposta, comunque non inferiore a 150 euro.
  • per la presentazione tardiva della dichiarazione trimestrale o qualsiasi altra violazione delle disposizioni e delle relative modalità di applicazione è prevista una sanzione amministrativa da 250 a 2.500 euro.

Plastic Tax: tra sfide e opportunità

La Plastic Tax rappresenta una tappa significativa nell’evoluzione delle politiche ambientali a livello globale e richiede un adattamento delle aziende alle nuove normative. L’impatto dei provvedimenti degli ultimi anni, a livello nazionale ed europeo sta infatti spingendo le imprese a rivedere la loro organizzazione interna per la gestione degli adempimenti fiscali e documentali, e le loro strategie di produzione e distribuzione.

Tuttavia, oltre alle sfide, queste normative offrono anche opportunità per l’innovazione e la differenziazione sul mercato, attraverso l’adozione di pratiche sostenibili.

La chiave per affrontare con successo la Plastic Tax è una solida comprensione delle normative e una pianificazione anticipata per garantire la compliance ed evitare imprevisti e sanzioni. Le aziende che integrano la sostenibilità ambientale nella propria strategia di business non solo rispondono alle esigenze normative attuali, ma si pongono anche in una posizione vantaggiosa per affrontare le sfide future e cogliere le opportunità emergenti in un panorama commerciale sempre più orientato alle politiche green.

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