Il mese di dicembre rappresenta per le aziende esportatrici italiane un momento critico di consolidamento e verifica della compliance doganale accumulata nell’anno. In questa fase di chiusura fiscale, la priorità tecnica riguarda la riconciliazione delle prove di esportazione. Con l’avvicinarsi della fine dell’esercizio, è essenziale verificare che tutti gli MRN (Movement Reference Number) relativi alle vendite extra-UE siano stati regolarmente “chiusi” dal sistema telematico doganale. La mancata prova di uscita della merce entro i 90 giorni previsti espone l’azienda a contestazioni dirette sull’esenzione IVA (Art. 8, DPR 633/72), rendendo necessari interventi di soccorso istruttorio o l’emissione di note di variazione prima della chiusura definitiva dei bilanci annuali.

Oltre agli aspetti fiscali, dicembre 2025 è il mese della preparazione operativa all’imminente Riforma del Codice Doganale Nazionale prevista per il 1° gennaio. Le aziende devono procedere con un audit interno sulle autorizzazioni esistenti, come i luoghi approvati per le procedure domiciliate e le deleghe conferite ai rappresentanti doganali. È anche il momento di analizzare l’impatto del Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR), che sebbene abbia visto alcune proroghe, richiede già una mappatura precisa della filiera per chi importa materie prime come legno, gomma e caffè. Studio Alpi Melissa osserva inoltre una particolare attenzione rivolta alla gestione dei Regimi Speciali, come il Perfezionamento Attivo (Inward Processing), le cui autorizzazioni devono essere verificate per garantire la continuità dei benefici daziari nel nuovo anno.

Infine, sul piano delle restrizioni internazionali, dicembre ha confermato l’estensione delle liste di controllo per i beni a duplice uso (Dual Use), con nuove specifiche tecniche riguardanti la sensoristica e la robotica industriale. Per le aziende italiane, questo significa dover aggiornare i propri software di screening dei partner commerciali per evitare violazioni soggettive o oggettive dei pacchetti sanzionatori. In sintesi, il lavoro dell’ufficio export in questo mese non è solo logistico, ma strategico: chiudere correttamente le pendenze del 2025 è il requisito fondamentale per poter beneficiare, senza intoppi, delle semplificazioni digitali che caratterizzeranno il panorama doganale del 2026.